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Le novità del Decreto Sostegni: Contributi, cartelle di pagamento, CIG e Licenziamenti

Dalla Gazzetta Ufficiale- 23 Marzo 2021



Dai nuovi contributi a fondo perduto, con l’ammissione tra i beneficiari anche dei professionisti, allo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro. Dalle proroghe fiscali alla nuova sospensione dell’attività di riscossione fino al 30 aprile. Dalla conferma della cassa integrazione Covid-19 e del divieto di licenziamento alla proroga della possibilità di rinnovo dei contratti a termine senza causale fino al 31 dicembre 2021. Ed ancora: nuovi bonus per i lavoratori stagionali e i lavoratori sportivi, conferma per tre ulteriori mensilità del reddito di emergenza, requisiti meno stringenti per la NASpI. Sono queste alcune delle misure previste dal decreto Sostegni pubblicato in Gazzetta Ufficiale.


Ė stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 22 marzo 2021 il decreto Sostegni (D.L. n. 41/2021), in vigore dal 23 marzo 2021, che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.


Il provvedimento si compone di 43 articoli ed è suddiviso in 5 Titoli:

  • Titolo I – Sostegno alle imprese e all’economia;

  • Titolo II – Disposizioni in materia di lavoro;

  • Titolo III – Misure in materia di sicurezza e salute;

  • Titolo IV – Enti Territoriali;

  • Titolo V – Altre disposizioni urgenti.



Argomenti d'interesse

  1. Nuovo contributo a fondo perduto

  2. Registri Iva precompilati

  3. Contributo per le attività con sede in centri commerciali e in favore delle "Città Santuario"

  4. Aiuti di Stato

  5. Fondo per il turismo invernale

  6. Fondo autonomi e professionisti

  7. Sospensione delle attività dell’agente dalla riscossione

  8. Rottamazione ter e saldo e stralcio

  9. Proroga termini di riscossione e decadenza

  10. Pignoramenti su stipendi e pensioni

  11. Annullamento dei carichi

  12. Definizione agevolata degli avvisi bonari

  13. Allerta IVA del Fisco

  14. Imposta sui servizi digitali

  15. Conservazione fatture elettroniche

  16. Proroghe adempimenti fiscali

  17. Proroga CIG

  18. Blocco licenziamenti

  19. Indennità per lavoratori atipici, spettacolo, stagionali

  20. Nuova indennità per i lavoratori sportivi

  21. Reddito di emergenza

  22. Adeguamenti statutari ETS

  23. Lavoratori fragili

  24. Novità per Naspi

  25. Contratti a termine

  26. Esonero contributivo per le filiere agricole

  27. Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza

  28. Esonero versamento canone unico

  29. Riforma dello sport

  30. Sostegno alle grandi imprese

  31. Ristoro per annullamento di fiere e congressi

  32. Rifinanziamenti vari



1 Nuovo contributo a fondo perduto


L’art. 1 (commi da 1 a 9) prevede un nuovo contributo a fondo perduto a favore degli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19.


In particolare, il contributo è riconosciuto ai soggetti titolari di partita Iva, residenti o

stabiliti nel territorio nazionale, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o

producono reddito agrario.


Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti con compensi e ricavi relativi al periodo

d’imposta 2019 non superiori a 10 milioni di euro a condizione che l’ammontare medio

mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si deve fare riferimento alla data di

effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.


Per il calcolo della media mensile, i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 devono considerare i mesi successivi a quello di attivazione della stessa.


Il requisito relativo al calo del fatturato non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.


Esclusi:

  • I soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto);

  • I soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;

  • Gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;

  • Gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR.

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 come segue:


  • 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro;

  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;

  • 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;

  • 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;

  • 20% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.


Il contributo è riconosciuto per un importo minimo di:


  • 1.000 euro per le persone fisiche;

  • 2.000 euro per i soggetti diversi.


In ogni caso, l’importo massimo spettante non supererà i 150.000 euro.


A scelta irrevocabile, il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario

direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario o come credito d'imposta, da

utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24.


Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, dovrà essere presentata, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti.


La domanda dovrà essere trasmessa, anche per il tramite degli intermediari

abilitati, entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa.


Le modalità di effettuazione della richiesta, il suo contenuto e i termini di presentazione della stessa saranno definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Con riferimento alle modalità di erogazione del contributo, al regime sanzionatorio e alle

attività di controllo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 25, commi da 9 a 14 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020).


Il contributo spetta nei limiti del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.



2 Registri Iva precompilati


Il comma 10 interviene sul comma 1 dell’art. 4 del D.Lgs. n. 127/2015, modificato, da ultimo, dall’art. 1, comma 1106, della legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020), rinviando alle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio 2021 il termine a partire dal quale saranno messi a disposizione dei contribuenti i registri Iva precompilati e le liquidazioni periodiche Iva precompilate.


Le bozze della dichiarazione annuale Iva, oltre alle bozze dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA, saranno messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate a partire dalle operazioni Iva effettuate dal 1° gennaio 2022.




3 Contributo per le attività con sede in centri commerciali e in favore delle "Città Santuario"


Il comma 11, sempre dell’art. 1:

  • dispone l’abrogazione del contributo a fondo perduto di cui all’art. 1, commi 14-bis e 14-ter, del decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), in favore degli operatori con sede nei centri commerciali e degli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande;

  • limita il contributo a fondo perduto in favore delle “Città Santuario” di cui all’art. 59, comma 1, lettera a), del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020), ai comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti.



4 Aiuti di Stato


Con i commi da 13 a 17 si consente di fruire di alcune misure di aiuto autorizzate dalla

Commissione europea, o per le quali è necessaria l’autorizzazione della Commissione europea, anche sulla base della Sezione 3.12 (“Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti”) del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato qualora ne ricorrano i presupposti, quando i massimali previsti dalla Sezione 3.1 (“Aiuti di importo limitato”) non sono sufficienti e pregiudicherebbero pertanto l’effettivo diritto alla fruizione degli aiuti ammissibili sulla base della normativa nazionale.


In particolare, la predetta possibilità di scegliere se applicare la Sezione 3.1 o la Sezione 3.12 è prevista per:

  • L’art. 24 del decreto Rilancio (D.L. 34/2020) - Cancellazione del versamento del saldo Irap 2019 e della prima rata dell’acconto 2020;

  • L’art. 25 del decreto Rilancio, gli artt. 1, 1-bis, 1-ter del decreto Ristori (D.L. 137/2020), l’art. 2 del decreto Natale (D.L. 172/2020) e i commi da 1 a 9 dell’art. 1 dello stesso decreto Sostegni-Contributi a fondo perduto;

  • L’art. 28 del decreto Rilancio, gli artt. 8 e 8-bis del decreto Ristori e l’articolo 2-bis del decreto Natale-Credito d’imposta per i canoni di locazione di immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda;

  • L’art. 120 del decreto Rilancio - Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro;

  • L’art. 129-bis del decreto Rilancio - Disposizioni in materia di imposte dirette e di accise nel Comune di Campione d’Italia;

  • L’art. 177 del decreto Rilancio, i commi 1 e 3 dell’art. 78 del decreto Agosto (D.L. 104/2020), gli artt. 9, 9-bis, 9-ter, comma 1 del decreto Ristori, l’art. 1, commi da 599 a 602 della legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020) - Esenzioni dall’IMU.


È demandato ad un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze il compito di definire le modalità attuative. Al comma 17 viene precisato che ai fini della disposizione si applica la definizione di impresa unica contenuta nella disciplina europea sugli aiuti di Stato “de minimis”.



5 Fondo per il turismo invernale


L’art. 2 istituisce un fondo, con una dotazione di 700 milioni di euro per l’anno 2021,

destinato alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per la concessione di

contributi in favore dei soggetti esercenti attività di impresa