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Aumentare produttività in azienda in 5 mosse

Aggiornato il: mar 23


Oggi scopriamo come migliorare la produttività in azienda in 5 mosse che possono essere attuate immediatamente, a basso costo per l'impresa e che producono benefici già nel breve periodo. Partiamo con la ricetta e non dimenticate di iscrivervi al nostro blog per restare aggiornati su tutte le prossime ricette in uscita


Tipo di manovra: Strategica

Tempo di attuazione: Breve / Medio Periodo

Difficoltà di attuazione: Medio Bassa

Costo operazione: Basso



Poniamo ora l'attenzione sui 5 punti principali che ogni impresa dovrebbe tenere bene a mente quando si relaziona con i propri collaborati mirando sempre come scopo ultimo all'incremento del rendimento di lavoro. Ricordiamo anche che l'incremento della produttività NON NECESSARIAMENT


E si convertirà in un ritorno economico nel breve periodo. A seconda dell'azienda / settore di mercato / prodotto / grandezza dell'impresa / nr di dipendenti, ecc il tempo necessario per vedere un riscontro può dilatarsi.


1- Trovare la chiave per ognuno

2- Sostenere ed incoraggiare costantemente i tuoi dipendenti

3- Dare l'esempio

4- Responsabilizzare

5- Interrogarsi per primi


1- Trovare la chiave per ognuno

Ognuno di noi ha bisogno di un obiettivo da raggiungere nella vita e di certo non possiamo pretendere che le persone solo perché lavorano con/per noi abbiano i medesimi nostri obiettivi.

Bisogna trovare degli obietti stimolanti per i propri dipendenti che li portino a lavorare meglio e a dare sempre il massimo. Che sia un'obbiettivo economico, una crescita professionale o un riconoscimento, bisognerebbe sempre fissare un target stimolante e adeguato alla figura in azienda.


2- Sostenere ed incoraggiare costantemente i tuoi dipendenti

Incoraggiare i propri collaboratori a lavorare bene significa saper approcciare ed entrare in sintonia con loro. Complimentarsi, incoraggiare e riconoscere un merito o un premio possono sembrare piccoli gesti ma ai loro occhio avranno un significato enorme e vi ringrazieranno per questo. Ricordatevi che anche il linguaggio del corpo è molto importante per questo motivo fate molta attenzione a come vi ponete e atteggiate.

Un dipendente posto in un ambiente di lavoro così strutturato sarà sempre portato a fare bene e forse anche più di quello che gli è richiesto.


3- Dare l'esempio

Il Top Management o, nel caso di realtà più piccole, i fondatori sono sempre i primi a dettare la strada da seguire. Quando indirizzate o consigliate un comportamento cercate sempre di essere voi i primi a mostrare come fare e a rispettare le linee guida. Se pretendete molto dai vostri collaboratori allora anche voi dovrete dare molto e fare la vostra parte. A nessuno piace ammazzarsi di lavoro se gli altri non fanno nulla a maggior ragione se è il top management o la proprietà. Quindi il capitano non abbandoni la sua nave!


4- Responsabilizza

Responsabilizzare i propri collaboratori significa renderli partecipi alle decisioni aziendali e definirli anche come unici interlocutori ai quali rivolgersi in merito a tematiche prestabilite. Questa punto è particolarmente importante, quindi prestiamo attenzione per non creare più danni che benefici. Qualsiasi sia il livello di inquadramento e la mansione, essere considerati e ascoltati, piace a tutti e provoca un senso di appagamento interiore che condurrà sicuramente verso un maggior impegno sul fronte lavorativo.


Ancora di più quando si è gli unici responsabili per una particolare tematica o area di lavoro. Attenzione! Definite BENE le responsabilità di ognuno con particolare attenzione ai compiti da svolgere e ai limiti della loro responsabilità, affinché non ci siano più figure a ricoprire il medesimo incarico con rischio conflitti per. Ovviamente possono esservi più figure responsabili che vertono allo stesso obiettivo ma bisogna sempre disciplinare e definire i compiti di entrambi.


5- Interrogarsi per primi



Quando riscontriamo qualcosa che non funziona o che ci induce in errore, bisogna sempre chiedersi cosa non ha funzionato. Una riflessione personale dove ci si interroga è sempre il primo passo per comprendere a pieno quello che è successo. Questo processo è da compiere da soli cercando di essere il più sinceri, obiettivi e imparziali possibile. L'autoanalisi permette di comprendere dove si è errato o peccato di negligenza.

E' un processo di metabolizzazione e analisi dei problemi non convenzionale e per tutti, soprattutto figure senior e management, dovrebbe diventare una routine questa pratica.


Facciamo un esempio pratico: Se si riscontrano delle mancanze o delle inefficienze da parte di uno o più collaboratori, prima di far presente l'errore, dovremmo chiedere e scoprire come sono arrivati ad errare, perché è successo, quale è stata la fonte generatrice. Con questi piccoli accorgimenti spesso e volentieri si scoprono inefficienze e falle nei sistemi e nelle procedure e in breve tempo sarà possibile creare dei sistemi molto più efficiente e produttivi.


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